Borgaro Torinese

AutoriProvero, Luigi
Anno Compilazione1998
Anno RevisioneVersione provvisoria
Provincia
Torino.
Area storica
Torinese settentrionale.
Abitanti
10.544 (censimento 1991).
Estensione
1436 ha (ISTAT 1991); 1446 ha (SITA 1991).
Confini
A nord Caselle Torinese, a est Settimo Torinese, a sud Torino, a ovest Venaria.
Frazioni
Cascina Cavaglià, Mappano, Tetto dell’Oleo. Vedi mappa.
Toponimo storico
«Bulgarum», «Burgarum», «Bulgarum Sturellum».
Diocesi
Torino.
Pieve
S. Maria di Borgaro. Una chiesa in Borgaro (senza indicazione di intitolazione) è attestata nel 1195 (Le carte dell’archivio arcivescovile, p. 105, doc. 105); la pieve di S. Maria è attestata dal 1364 (Casiraghi 1979, p. 92).
Altre Presenze Ecclesiastiche
Chiesa di S. Marco, dipendente dal monastero di S. Solutore di Torino, dal 1146, andata in rovina attorno al 1780 (Le carte dell’archivio arcivescovile, p. 21, doc.13; Cartario della abazia di san Solutore, p. 234, doc.175; Fissore 1969, p. 283, doc. 228; Casalis 1855, p. 591); la stessa chiesa di S. Marco, insieme con quelle di S. Damiano, S. Michele e S. Benigno, dipende dalla pieve nel 1386 (Casiraghi 1979, p. 92). Beni di S. Solutore (Cartario della abazia di san Solutore, p. 64, doc. 39), ma molta documentazione di S. Solutore e di altri enti ecclesiastici deve essere riferita a Borgo Cornalese, presso Villastellone, luogo detto nel medioevo «Bulgarum» (ad esempio Cartario della abazia di san Solutore, p. 3, doc. 1; p. 12, doc. 4; Le carte dell’archivio arcivescovile, p. 8, doc. 5; Documenti inediti, p. 397, doc. 355).
Assetto Insediativo
Luoghi Scomparsi
Non sono attestati insediamenti minori ora scomparsi; nel medioevo Borgaro rientra probabilmente nella fascia periurbana torinese priva di insediamenti (Settia 1997, pp. 826 sg.).
Comunità, origine, funzionamento
La comunità appare attiva a partire dagli statuti del 1395 (La comunità di Borgaro). Nel 1620 il comune è rappresentato da 9 consiglieri e 9 capi famiglia (Casalis 1855, p. 592).
Statuti
1395 Statuti (La comunità di Borgaro).
Catasti
Nessuna notizia.
Ordinati
L’archivio comunale non ordinato non consente la verifica della consistenza archivistica della serie degli ordinati.
Dipendenze nel Medioevo
Un «dominus Petrus Philipus de Bulgaro» è attestato nel 1207 (Le carte dell’archivio arcivescovile, p. 142, doc.136). Dal XIV è attestato un solido controllo dei Savoia-Acaia.
Feudo
La vicenda delle investiture relative a Borgaro è particolarmente complessa, con una serie di investiture totali e parziali a favore di molte famiglie diverse (cfr. Guasco 1911, pp. 264 sg.). Emergono in particolare, nel secolo XVI, famiglie come i Beccuti (AST, Corte, Paesi per A e B, L, m. 11, Lucento, n. 20; AST, Corte, Paesi per A e B, m. 37, Borgaro, n. 5) e i Langosto di Stroppiana (AST, Corte, Provincia di Torino, m. 6, Borgaro T.se, n. 3).
Mutamenti di distrettuazione
Non sono attestati.
Mutamenti Territoriali
Nel 1705 Carlo Emanuele aggrega al comune di Borgaro la borgata di Altessano inferiore, anche se i due luoghi conservano feudatari diversi (Casalis 1855, p. 592; cfr. AST, Corte, Provincia di Torino, m. 8, Caselle, n. 11); nel 1847 la borgata di Altessano inferiore viene staccata dal comune di Borgaro e unita a quella di Altessano superiore (Venaria) (AST, Corte, Paesi per A e B, m. 20, Altessano superiore, nn. 13-15).
Comunanze
Non sono registrati beni comuni.
Liti Territoriali
L’archivio comunale non è ordinato. Si è a conoscenza di una serie «Liti», contenente documentazione (di argomento sconosciuto) a partire dal 1424; 1932 nel progetto di ampliamento dei confini comunali di Torino era compresa una quota del territorio di Borgaro (frazione formiche); il comune di Borgaro si oppone; il progetto non è portato a termine (Arc. Storico della Provincia di Torino, cat. 14, cl. 02, fald. 39); 1992 lite, consultazione popolare e referendum per il controllo della frazione di Mappano (Documentazione presso Regione Piemonte, Settore Enti locali; cfr. la scheda dedicata a Caselle Torinese).
Fonti
A.C.B. (Archivio Storico del Comune di Borgaro Torinese).
A.P.T. (Archivio Storico della Provincia di Torino).
A.P.T., cat. 14, cl. 02, fald. 39.
A.S.T. (Archivio di Stato di Torino)
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Carte topografiche segrete, Borgonio B 1 Nero, Mazzo 1, "CARTA COROGRAFICA / DEGLI / Stati di S.M. il Re di SARDEGNA / data in luce / dall'Ingegnere / BORGONIO / nel 1683 / corretta ed accresciuta / nell'anno 1772". Borgonio (Ingegnere) [Stagnon 1772] Carta corografica degli Stati di terraferma di S.M. il Re di Sardegna. Copie 2 una in fol. 17, compresa la tabella di riunione; colla divisione per governi e la seconda composta di fol. 16 colla divisione della Provincia ed un'altra copia in 4 fol. (Manca la copia composta di fogli 16). (Note: Sul verso: "Carta III. / continente il Marchesato di Susa, il Contado di / Nizza, e le Provincie di Pinerolo, e Cuneo, con la maggior / parte di quella di Torino, piccola parte delle rispettive / Provincie di Moriena, Ivrea, Alba, Mondovì, e / Principato d'Oneglia, con le Frontiere di Francia / e parte della Provenza, il Principato di Monaco, e / piccola parte del Genovesato". L'originale seicentesco dal titolo "Carta generale de' Stati di Sua Altezza Reale" fu disegnato da Tommaso Borgonio ed inciso da Giovanni Maria Belgrano. Per l'edizione settecentesca qui conservata vennero aggiunti alcuni fogli raffiguranti i paesi di nuovo acquisto incisi da Stagnone su disegni di Castellino, Galletti e Boasso e vennero anche apportate alcune modifiche ai fogli disegnati dal Borgonio. Cfr. anche Carte Topografiche per A e B, PIEMONTE, n. 23 e Carte Topografiche Segrete, BORGONIO B 5 nero), Foglio 3, 1772, . Vedi mappa.
A.S.T.,  Carte topografiche e disegni, Ufficio Generale delle Finanze, Tipi, cabrei e disegni (sezione II), Mazzo 100, Corso del Rittano Mottone dai confini di Caselle e Borgaro, ai confini di Torino (1726).
A.S.T., Carte topografiche e disegni, Carte topografiche serie III, Mazzo 1,  Borgaro Torinese,  Tipo regolare rappresentante l'andamento della presentanea strada nel Territ.[or]io di Borgaro Tor[ines]e tendente/alla Città di Torino, ed al luogo di Caselle con la dimostrazione del tracciamento della nuova Strada/ed altro progetto dalla detta Comunità di Borgaro formato. Tipo regolare rappresentante l'andamento della presentanea strada nel territorio di Borgaro Torinese tendente alla città di Torino ed al luogo di Caselle con la dimostrazione del tracciamento della nuoa strada ed altro progetto dalla detta Comunità di Borgaro formato. Dopo 14 maggio 1770 [Autore disegno originale : Filippo Castelli (copia tratta da un originale di N[icolao] Bojne)].
A.S.T.,  Carte topografiche e disegni, Ufficio Generale delle Finanze, Tipi, cabrei e disegni (sezione II), Mazzo 271,   Torino,  Carte geographique demonstrative de la position de la ville de Turin et des Pays d'Altessano, Venerie, Borgaro et Caselle..., s.d. [Autore disegno originale: Perratone]
A.S.T.,  Carte topografiche e disegni, Carte topografiche per A e per B. Mazzo 1, Borgaro, Carta dei territori di Altessano e Borgaro. Parte I. Carta in due parti dei Territori di Altezzano e di Borgaro stata levata per Ordine del Governo del 12 Brumajo Anno XI (3 novembre 1802) dall'Ing. Geometra G.B. Sappa sulla Scala di 1/5000,  Parte 1.
A.S.T.,  Carte topografiche e disegni, Carte topografiche per A e per B. Mazzo 1, Borgaro, Carta in due parti dei Territori di Altezzano e di Borgaro stata levata per Ordine del Governo del 12 Brumajo Anno XI (3 novembre 1802) dall'Ing. Geometra G.B. Sappa sulla Scala di 1/5000, Parte 2.
A.S.T.,  Carte topografiche e disegni, Carte topografiche per A e per B. Mazzo 2, Caselle, Carta in sei parti dei Territori della Venaria Reale, di Borgaro e di Caselle stata levata per Ordine del Governo dei 12 Brumajo Anno XI (3 novembre 1802) sulla Scala di 1/5000, parti da I a VI.
AST, Corte, Paesi per A e B, L, Mazzo  11, Lucento, n. 20;
AST, Corte, Paesi per A e B, m. 37, Borgaro, n. 5; Mazzo 20, Altessano superiore, nn. 7 e 8, nn. 13-15;
A.S.T.,Corte, Provincia di Torino, Mazzo  6, Borgaro T.se, n. 3; Mazzo 8, Caselle, n. 11.
Bibliografia
Cappelletto A., La costruzione e l’amministrazione di Venaria Reale (secoli XVII-XVIII), in «BSBS», 89 (1991), pp. 445-482.
Cartario della abazia di san Solutore di Torino, a cura di F. Cognasso, Pinerolo 1908 (BSSS 44).
Le carte dell’archivio arcivescovile di Torino fino al 1310, a cura di F. Gabotto, G.B. Barberis, Pinerolo 1906 (BSSS 36).
Casalis G., Dizionario storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, Torino 1855, vol. XXVII.
Casiraghi G., La diocesi di Torino nel Medioevo, Torino 1979 (BSS 196).
La comunità di Borgaro e gli statuti del 1395, a cura di D. Bacino, E. Mosca, Borgaro 1995.
Documenti inediti e sparsi sulla storia di Torino, a cura di F. Cognasso, Pinerolo 1914 (BSSS 65).
Guasco F., Dizionario feudale degli antichi Stati sardi e della Lombardia (dall’epoca carolingica ai nostri tempi) (774-1909), Pinerolo 1911 (BSSS 54).
I protocolli di Tedisio vescovo di Torino, a cura di B. Fissore, Torino 1969 (BSS 187).
Settia A.A., Fisionomia urbanistica e inserimento nel territorio (secoli XI-XIII), in Storia di Torino, Dalla preistoria al comune medievale, vol. I, a cura di G. Sergi, Torino 1997, pp. 785-831.
Descrizione Comune

Borgaro Torinese

Non lontana e confinante con la città di Torino, Borgaro è stata più volte coinvolta nei progetti di affermazione patrimoniale e politica delle famiglie eminenti torinesi. Caso emblematico quello dei Beccuti, che tra XV e XVI secolo, da un lato consolidano un progetto di tipo signorile sulla località di Lucento (dove avviano una serie di politiche tendenti a costituire un villaggio, una parrocchia, una comunità e una signoria), e dall’altro estendono per via feudale il proprio potere su Borgaro, all’interno di un progetto politico-territoriale coerente (Guasco 1911, p. 264; cfr. gli atti di Ribaldino Beccuti del 1524: AST, Corte, Paesi per A e B, L, m. 11, Lucento, n. 20). Questa vicinanza e questo coinvolgimento hanno influenzato le dinamiche territoriali di Borgaro, i cui processi più interessanti si concentrano tra XVIII e XX secolo, e sono essenzialmente tre: l’unione (tra 1705 e 1847) con Altessano inferiore; il progetto di allargamento del territorio comunale di Torino (negli anni Trenta di questo secolo); la vicenda di Mappano, che esplode nel secondo dopoguerra. Altessano inferiore era un piccolo borgo, non lontano ma nettamente distinto da Altessano superiore (l’attuale Venaria Reale); i due luoghi erano infeudati a signori diversi (Cappelletto 1991, pp. 446 sgg.). Nel 1705 Altessano inferiore viene unita a Borgaro: la decisione sabauda può essere inquadrata nell’insieme delle procedure che affiancarono in questi decenni la costruzione del castello di Venaria e l’organizzazione della riserva di caccia della Mandria. Vedi mappa. Ma non si trattò per Altessano Inferiore di uno spostamento da Altessano Superiore a Borgaro, poiché il luogo era in precedenza unito a Collegno. Si tratta piuttosto di una volontà di ristrutturazione dei distretti comunali, al cui interno Altessano Inferiore non può collocarsi né come distretto autonomo (per le esigue dimensioni), né come parte della Venaria, forse per preservare lo speciale carattere di quest’ultimo luogo come riserva di caccia, e non estendere ad altre comunità le ampie franchigie degli uomini di Altessano Superiore, concesse in relazione ai servizi garantiti dagli abitanti del luogo per le cacce ducali, fin dal XVI e XVII secolo (AST, Corte, Paesi per A e B, Altessano superiore, nn. 7 e 8). (Vedi mappa 1) L’unione fu poi consolidata durante l’occupazione francese con la costituzione di «una sola stima e catasto» (Vedi mappa1; Vedi mappa 2; Vedi mappa 3; Vedi mappa 4; Vedi mappa 5; Vedi mappa 6), come ricordano le lettere patenti di Carlo Alberto che nel 1847 decretarono la separazione (AST, Corte, Paesi per A e B, Altessano superiore, n. 13). L’unione tra Borgaro e Altessano Inferiore ha infatti termine a metà del secolo XIX, quando si determina l’unione delle due parti di Altessano, i «due borghi destinati per la loro posizione e per volontà dei maggiori a formare una sola casa ed una sola famiglia» (AST, Corte, Paesi per A e B, Altessano superiore, n. 15). Vedi mappa 1; vedi mappa 2. Le ragioni che inducono alla separazione sono molteplici: le lettere patenti del 1847 ricordano soprattutto «la prossimità della borgata di Altessano all’abitato di Venaria Reale, e la disgiunzione della massima parte del tenimento da Borgaro, prodotta dal corso intermedio del torrente Stura» (AST, Corte, Paesi per A e B, Altessano superiore, n. 13); ma nella documentazione che prepara e che segue il mutamento appare prevalente una questione di ripartizione fiscale, che induce la comunità prima a chiedere lo spostamento, poi a contestarne le modalità (AST, Corte, Paesi per A e B, Altessano superiore, n. 15). Il peso della città si fa sentire in pieno nel secolo XX, in particolare con la vicenda del progetto di costruzione della «Grande Torino», ovvero di un allargamento del territorio comunale di Torino, elaborato negli anni Venti del secolo. È del 1932 la documentazione più abbondante (Arc. Storico della Provincia di Torino, cat. 14, cl. 02, fald. 39): si tratta di un progetto articolato, che in misura diversa coinvolge l’intera prima cintura cittadina, con rilevanti ampliamenti dei confini verso Borgaro, Settimo, San Mauro, Moncalieri, Stupinigi, Beinasco e Grugliasco. Le ragioni che inducono all’elaborazione del progetto sono principalmente connesse alla gestione dei servizi, all’esigenza di disporre di spazi e risorse adeguate alla città in crescita. In specifico, per quanto riguarda Borgaro, si progetta l’annessione della borgata Formiche. Al progetto tuttavia si oppone la comunità di Borgaro (delibera del podestà del 15-8-1932), che si dichiara disposta, in linea subordinata, a cedere la parte di territorio «strettamente indispensabile ai bisogni di sviluppo economico della metropoli», e in particolare l’area in cui sono posti i pozzi dell’acquedotto municipale. Il fallimento del complessivo progetto della «Grande Torino» lascerà tuttavia immutato il territorio di Borgaro. Infine Mappano. Si rimanda alla scheda dedicata a Caselle Torinese (Vedi mappa1 ; Vedi mappa 2) per un’analisi complessiva della vicenda, con le sue lunghe premesse storiche (che risalgono al secolo XIII) e la sua intensa fase conflittuale degli ultimi anni. Ricordiamo i dati essenziali: una vasta area paludosa e incolta, posta tra Caselle, Leinì e Borgaro, è condivisa e contesa tra queste diverse comunità e l’abbazia di S. Giacomo di Stura. La condivisione di questa risorsa giunge, tra XIV e XV secolo, a un equilibrio duraturo, che si rompe nel XX secolo, quando la crescita della borgata di Mappano muta radicalmente il quadro: l’area non è più un insieme di risorse condivise e divisibili, ma una borgata che elabora una propria identità comunitaria che difficilmente può inserirsi in una maglia amministrativa divisa. In questo contesto il ruolo di Borgaro non è preminente per coinvolgimento (perché maggiore sembra la presenza della comunità di Caselle), ma è antico, perché già nel 1207 l’area (detta allora «braida de Extersa») è punto di convergenza tra i territori di Caselle e Borgaro; inoltre è una presenza in qualche modo vincente, poiché nella consultazione popolare del 17-5-1992 la popolazione di Mappano ha scelto Borgaro (con 1.432 voti, contro i 1241 di Caselle) come possibile comune a cui aggregare la frazione di Mappano. Questa vittoria elettorale non ha avuto esiti concreti, perché con il successivo referendum del 15-11-1992 si è stabilito di non procedere all’unificazione e di lasciare immutata la situazione attuale. Tuttavia è un dato interessante, perché ribalta l’equilibrio demografico locale, poiché al momento della votazione erano registrati, in Mappano, 1.087 elettori appartenenti al comune di Borgaro e 2.708 di Caselle. È quindi utile valutare le ragioni che hanno portato la maggioranza a scegliere Borgaro, ragioni che possiamo trarre soprattutto da alcuni documenti e volantini relativi alla campagna elettorale per la consultazione del 1992. Se l’insoddisfazione per la realtà attuale è legata a una generale insufficienza dei servizi, la scelta a favore di Borgaro è strettamente connnessa alla sua collocazione geografica nei pressi della città: Borgaro può infatti garantire migliori trasporti grazie alla maggiore possibilità di essere coinvolta nella rete ATM; proietterebbe Mappano verso Torino, contrariamente a Caselle che introdurrebbe una proiezione verso le valli di Lanzo; è all’interno del distretto telefonico di Torino. La valutazione politica che porta alla consultazione popolare non si riduce tuttavia a una semplice analisi di collocazioni geografiche: non bisogna dimenticare che un dato determinante, messo in evidenza da chi promuove l’unione di Mappano a Borgaro, è costituito dalle ridotte dimensioni di quest’ultimo comune, con una popolazione di circa 10.000 abitanti, cosicché la comunità di Mappano potrebbe far valere un rilevante peso politico. Anche una realtà come Borgaro, poco documentata e con una ridotta dinamica territoriale, mostra quindi bene come sulla configurazione e i mutamenti del territorio si riflettano dinamiche diverse e complesse: risorse, trasporti, fiscalità e equilibri politici.